Fotografare per raccontarsi: il progetto Korian dedicato alle persone con Alzheimer

2026-09-21
Fotografare per raccontarsi: il progetto Korian dedicato alle persone con Alzheimer

In occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, il 21 settembre, Korian, brand socio-sanitario di Clariane Italia, presenta“Catturare il presente quando il passato sfuma”, il progetto che dal 2020 coinvolge le persone con demenza attraverso la fotografia.

Nel 2026 l’iniziativa coinvolge 40 RSA Korian in 6 regioni italiane e circa 400 ospiti.

Da una tesi di laurea a un progetto diffuso nelle RSA

Nel 2020 Francesca Migliorati, oggi Referente Gestione Qualità della RSA Vittoria Korian di Brescia, ha dedicato la sua tesi di laurea a una domanda: cosa rimane della capacità di esprimersi e creare quando la memoria viene meno?

Da questa riflessione nasce l’idea di coinvolgere le persone con Alzheimer in un’attività fotografica, lasciandole libere di scegliere cosa immortalare.

La prima sperimentazione prende avvio nella RSA Vittoria Korian di Brescia e viene successivamente estesa alle RSA di Bedizzole e Concesio, fino a diventare un progetto diffuso nelle strutture Korian, in diverse regioni italiane.

La fotografia ci aiuta a vedere il mondo attraverso gli occhi dei pazienti, a capire cosa vedono e che cosa cattura la loro attenzione”, spiega Francesca Migliorati. Ogni immagine diventa così una traccia di ciò che, in quel momento, ha attirato l’attenzione della persona.

La fotografia come strumento di ascolto

Gli ospiti partecipano ai laboratori in piccoli gruppi, affiancati da un’équipe multidisciplinare composta da educatori, psicologi, assistenti sociali e personale di front office. Dopo una breve introduzione all’utilizzo della macchina fotografica, ciascuno è libero di decidere cosa fotografare. Gli operatori accompagnano il percorso senza orientarne le scelte.

Le immagini vengono poi osservate alla luce della storia personale dell’ospite, attraverso l’anamnesi sociale e la conoscenza costruita dall’équipe nel tempo. Non sempre, però, è possibile attribuire loro un significato preciso: alcune fotografie risultano immediate, altre più difficili da interpretare, altre ancora restano senza una spiegazione univoca.

La persona, oltre la diagnosi

Il progetto parte da un presupposto: la demenza non cancella la storia e la soggettività della persona. Anche nelle situazioni più complesse rimangono tracce di significato e memoria, che possono emergere in forme diverse e non sempre immediatamente comprensibili. È questa la prospettiva richiamata dal Professor Marco Trabucchi, medico specialista in Psichiatria e figura di riferimento nel campo della gerontologia e della psicogeriatria:

C’è sempre un collegamento con una realtà che parla alla persona con demenza e sta a noi comprendere il suo linguaggio.

Clariane Italia promuove questo approccio attraverso il progetto, mettendo al centro la soggettività della persona e la possibilità di riconoscerla attraverso nuovi strumenti di espressione e ascolto, come spiega il Presidente e CEO Federico Guidoni.

Vogliamo invitare le persone a entrare in relazione con i pazienti e a riconoscerne la soggettività grazie a nuovi strumenti d’espressione e di ascolto, per guardare non soltanto ciò che la malattia ha sottratto, ma anche tutto ciò che è ancora presente.

Al termine del percorso, gli scatti saranno protagonisti di mostre dedicate a familiari, caregiver e visitatori nelle strutture coinvolte: un’occasione per conoscere, attraverso le fotografie, ciò che ha attirato l’attenzione degli ospiti e avvicinarsi al loro modo di guardare la realtà.

Scopri il progetto raccontato direttamente dai protagonisti cliccando qui.

Clariane Shape